{"id":218,"date":"2019-02-15T10:23:24","date_gmt":"2019-02-15T09:23:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.bellinzonamasterplan.ch\/?page_id=218"},"modified":"2021-03-16T10:09:12","modified_gmt":"2021-03-16T09:09:12","slug":"articoli","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.bellinzonamasterplan.ch\/index.php\/articoli\/","title":{"rendered":"articoli"},"content":{"rendered":"\n<h3><a name=\"ecologia-risorse-energia-territorio\"><\/a><b>Ecologia, risorse, energia, territorio<\/b> (x ForumAlternativo, quaderno 31)<\/h3>\n<p>L\u2019ecologia (analisi scientifica delle interazioni tra gli organismi e il loro ambiente) m\u2019interessa soprattutto nel rapporto tra noi, uomini e donne, ed il nostro ambiente, che abbiamo abbastanza compromesso. Dobbiamo riflettere sull\u2019uso parsimonioso di risorse, energie e territorio \u2013 e per risorse ed energie si intendono anche quelle umane. Sciaguratamente oggi prevale un approccio consumistico.<\/p>\n<p>Il cittadino vive in citt\u00e0, il villano nel villaggio, il contadino nella fattoria o nel villaggio, tutti gli altri in periferia. Non ci sono pi\u00f9 cittadini: i pochi rimasti sono equiparati a \u201crompi scatole\u201d. Siamo solo consumatori, che producono, trasformano, promuovono e divorano. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 citt\u00e0, n\u00e9 villaggi n\u00e9 borghi: da quando abbiamo perso la nozione di limite, \u00e8 tutto una discarica di villotte, casette, palazzine, recinti, strade, posteggi, \u2026 La citt\u00e0 \u00e8 persa, sciolta dentro un mare di periferia che fagocita tutto, tranne laghi e corsi d\u2019acqua (i boschi sono protetti dalla Legge Federale Urgente del 4 ottobre 1991).<\/p>\n<p>I fattori che caratterizzano questa periferia cancerogena che ha snaturato le citt\u00e0 sono tre:<br>\n&#8211; una diversa parcellizzazione rispetto a quella che troviamo all\u2019interno dei Centri e dei Nuclei Storici (con le antiche parcellizzazioni di prati, campi e pascoli smembrate a tavolino da \u201cgeometri\u201d, con l\u2019uso rudimentale di una squadra).<br>\n&#8211; un\u2019infinit\u00e0 di normative edilizie, soprattutto di Piani Regolatori nati vecchi, dalla presunta natura divina, assurde e inutili, che non hanno mai avuto alcuna relazione con modelli architettonici e o urbanistici. Normative di cui si evita di conoscerne l\u2019origine.<br>\n&#8211; l\u2019assenza di spazio pubblico, spazio privato e spazio intimo, solo area pubblica o area privata.<br><\/p>\n<p>Nel secondo dopo guerra abbiamo abbandonato citt\u00e0, borghi e villaggi. Si fuggiva perch\u00e9 si identificavano con miseria: costruzioni fatiscenti, servizi igienici precari, per l\u2019acqua s\u2019andava alla fontana ma, soprattutto, un sistema patriarcale asfissiante. Cos\u00ec siamo caduti nel mito della \u201ccasetta con il giardino\u201d, e poi l\u2019automobile.<\/p>\n<p>Torniamo ai nostri antenati. Avevano imparato a costruire le case laddove non era possibile altro, n\u00e9 prati, n\u00e9 campi, n\u00e9 pascoli. Le case, una accanto all\u2019altra, attorno a spazi di scambio e di magia (luoghi molto belli e strategici), una vicina all\u2019altra per proteggersi dal freddo d\u2019inverno e dal caldo d\u2019estate, e per definire spazio \u2013 pubblico, privato e intimo \u2013 nel quale identificarsi e comunicare. La campagna era preservata per motivi di sussistenza. Molte citt\u00e0 erano cintate da mura, per difendersi dalle bestie feroci e dagli attacchi di trib\u00f9 ed eserciti nemici, ma era pi\u00f9 importante il simbolico: dentro o fuori, citt\u00e0 o campagna.<\/p>\n<p>La \u201ccitt\u00e0\u201d (ma anche il borgo ed il villaggio) pu\u00f2 crescere solo quando ci sono limiti precisi, ristretti, che si ridefinivano e ampliavano solo quando aveva raggiunto la saturazione. Torniamo all\u2019uso parsimonioso!<\/p>\n<h3><a name=\"quartiere-officine-nuovo-lavoro\"><\/a><b>Quartiere Officine e nuovo lavoro<\/b> (x CdT)<\/h3>\n<p>Quando un Municipio fa marketing ci si dovrebbe interrogare: \u201cma cosa stanno vendendo?\u201d<br>\nIl Comune ha promosso un Masterplan per la \u201cLa Nuova Bellinzona\u201d e uno, separatamente, per il \u201cQuartiere Officine\u201d. Un Assurdo! Prima si studiano le potenzialit\u00e0 e le strategie per la \u201ccitt\u00e0\u201d, solo subordinatamente, quelle per le \u201cOfficine\u201d.<br>\nPer la \u201cNuova Bellinzona\u201d sono stati scelti 3 gruppi di \u201cprofessionisti\u201d. I loro lavori sono stati ignorati.\nIl Municipio si \u00e8 inventato il PAC affidato al paesaggista Andreas Kipar, che ha codificato le desiderate del Municipo, piegato sulle voglie dei poteri forti: FFS, Ferrerie Cattaneo, Credit Suisse.<br>\nIl risultato del Masterplan per il \u201cQuartiere Officine\u201d dimostra l\u2019irrazionalit\u00e0 delle premesse: inaccettabili anche sul piano morale. L\u2019indice di sfruttamento concesso alle FFS (2.2) non \u00e8 solo il pi\u00f9 alto di Bellinzona (i terreni sul viale Stazione hanno l\u20191.8) ma, di fatto, \u00e8 di almeno 4.0 perch\u00e9 l\u2019indice \u00e8 calcolato in funzione della superficie edificabile, escluse le aree dello spazio pubblico (strade, piazze, parchi).<br>\nIl tipo di pianificazione che accettiamo da almeno 60 anni \u00e8 la causa del dissesto economico e finanziario dei nostri Comuni, Cantoni e Confederazione! Altro che i costi della sanit\u00e0, della socialit\u00e0 e del lavoro messi insieme!<br>\nNel dopoguerra abbiamo abbandonato i nuclei storici perch\u00e9 si identificavano con miseria (le case erano fatiscenti, i servizi igienici precari, per l\u2019acqua s\u2019andava alla fontana) e, soprattutto, il sistema patriarcale era asfissiante. Una fuga accentuata dal fatto che la campagna ha perso la funzione di sussistenza; i terreni hanno assunto un nuovo valore: immobiliare.<br>\nLa propriet\u00e0 fondiaria era molto frastagliata, era interesse di tutti avere i propri terreni in zona edificabile. Questo fenomeno ha rappresentato un\u2019incredibile leva di ridistribuzione della ricchezza, ma \u00e8 anche la causa del dissesto territoriale. Oggi, il costo irrisorio del capitale, genera un nuovo boom edilizio, distruttivo, che occupa tutti i terreni edificabili rimasti.<br>\n<b>Un\u2019altra politica:<\/b> La Legge sulla Pianificazione Territoriale ha introdotto uno strumento molto interessante che, se applicato, pu\u00f2 contribuire alla riorganizzazione del territorio:<b>\u2028lo sviluppo insediativo centripeto.<\/b><br>\n<i>\u201cIn sintesi si tratta di guidare l\u2019evoluzione degli insediamenti verso una maggiore concentrazione di abitanti e posti di lavoro in luoghi strategici, luoghi ben allacciati al trasporto pubblico, dotati di commerci e servizi alla popolazione e all\u2019economia, nonch\u00e9 di punti d\u2019attrazione per attivit\u00e0 di vario tipo (culturali, di svago ecc.)\u201d<\/i><br>\nDobbiamo contenere la periferia diffusa per ricostruire la campagna, costruire citt\u00e0, tendere all\u2019uso parsimonioso, inventare nuovo lavoro.<br>\nIl \u201cQuartiere Officine\u201d deve essere riservato per NUOVO LAVORO!<\/p>\n<p>Renato Magginetti<\/p>\n<h3><a name=\"periferia-cancerogena-nuovo-quartiere-officine\"><\/a><b>\u201cPeriferia cancerogena\u201d e Nuovo Quartiere Officine<\/b> (x ForumAlternativo, quaderno 29)<\/h3>\n<p>Il progetto per il \u201cNuovo Quartiere Officine\u201d \u00e8 stato finalmente svelato. E i dubbi non hanno tardato ad arrivare: come non notare l\u2019assurdit\u00e0 di edificare dei quartieri di palazzoni residenziali in una citt\u00e0 che \u00e8 gi\u00e0 in piena bolla immobiliare? In una citt\u00e0 che ha assoluto bisogno di aree in posizione strategica da riservare al lavoro (industria leggera, di artigianato, di start up, di studi vari, di ricerca e di formazione) e all\u2019industria del turismo? Non ci sarebbe posto migliore per ospitare la scuola alberghiera, un albergo e naturalmente ristoranti, bar, osterie e locali per ascoltare buona musica, dando a Bellinzona un\u2019offerta degna delle altre citt\u00e0 della Svizzera.<\/p>\n<p>Non resta che sperare nella lungimiranza dei nuovi dirigenti delle FFS, in particolare il signor Vincent Ducrot, nuovo CEO delle Ferrovie Federali Svizzere e gi\u00e0 direttore generale dei Trasporti pubblici friburghesi \u2013 che, ricordiamo, \u00e8 laureato in ingegneria elettrica e specializzato in informatica, non un manager e avvocato come il suo predecessore. Di fronte alla cecit\u00e0 delle autorit\u00e0 politiche, la speranza \u00e8 che almeno questi dirigenti siano in grado di capire che le potenzialit\u00e0 della Nuova Bellinzona e del Ticino intero non si limitano allo sfruttamento immobiliare senza scrupoli.<\/p>\n<p>I nostri politici, Consiglieri di Stato e Municipali, si pavoneggiano con parole altisonanti: creativit\u00e0, innovazione, eccellenza, e ancora ecosostenibilit\u00e0 ambientale, green economy, cutting-edge technology, smart city, smart recycling. Peggio che la pubblicit\u00e0 del \u201cMulino Bianco\u201d. Ma se il Cantone aspirasse davvero ad avere una sua sede regionale del \u201cParco Svizzero nel campo dell\u2019innovazione\u201d \u2013 andando ad aggiungersi ai due politecnici federali di Zurigo e Losanna, agli \u201chub\u201d che vi gravitano attorno e alle tre reti regionali del Canton Argovia, della Svizzera nordoccidentale e di Bienne \u2013 non si lascerebbe sfuggire questa occasione. L\u2019intero terreno delle ex Officine federali \u00e8 infatti il luogo ideale per ospitare una tale struttura, essendo situato\/a tra Zurigo e Milano.<\/p>\n<p>Ma i problemi non finiscono qui. Un politico competente avrebbe capito che un terreno industriale come questo, regalato alle FFS, oggi vale al massimo 500 Fr.\/mq. Avrebbe capito che alle FFS non servono pi\u00f9 le Officine (le locomotive le prendono in leasing o a noleggio), per cui sarebbe stato semplice: a questo prezzo, il Cantone e la citt\u00e0 avrebbero potuto comperare il sedime di 120&#8217;000 mq per 60 milioni di franchi. Anche volendo essere molto generosi, alle FFS si poteva offrire il doppio come \u00e8 stato effettivamente fatto. E se le FFS si fossero rifiutate di cedere il terreno a questi prezzi, sarebbe bastato lasciare il sedime come zona industriale\u2026 Si pu\u00f2 star certi che non avrebbero tardato a tornare sui loro passi. Il Cantone e il Comune, invece, oltre ad aver sborsato 120 milioni, concedono alle FFS di costruire sui suoi terreni immobili residenziali con l\u2019indice di sfruttamento pi\u00f9 alto di Bellinzona, andando ad aumentare il valore dei loro terreni fino a 2&#8217;500-3&#8217;000 Fr.\/mq.<\/p>\n<p>\u00c8 vero che le FFS cedono alla citt\u00e0 40&#8217;000 mq del sedime (che a 500 Fr.\/mq corrispondono a 20 milioni di franchi). Ma perch\u00e9? Intanto perch\u00e9 \u00e8 una superficie lontana dal centro e dalla stazione. Ma, soprattutto, perch\u00e9 vi si trova la \u201cCattedrale\u201d delle Officine, che \u00e8 un bene protetto. Figuratevi se le FFS vogliono accollarsi una tale rogna. La sua ristrutturazione sar\u00e0 a carico della Nuova Bellinzona. Senza considerare che saranno ancora la citt\u00e0 e il Cantone a doversi far carico di trovare terreni agricoli per compensare quelli di Castione. Tutto questo in sfregio ai tanti piccoli e medi proprietari fondiari e immobiliari che da generazioni pagano le imposte in questo comune; e gi\u00e0 massacrati dalla concorrenza delle casse pensioni (per le quali i \u201cpolitici\u201d fanno ponti d\u2019oro) e dai capitali di dubbia provenienza che tutti fanno finta di non vedere.<\/p>\n<p>Ma veniamo al Masterplan \u201cNuovo Quartiere Officine\u201d. Il terreno delle FFS si trova nel comparto definito a est dal tracciato ferroviario, a sud dalla via Ludovico il Moro, a ovest dal viale Officine che si prolunga nella via San Gottardo, e a nord da via al Prato. Nel bando di concorso erano elencati i \u201cmolti\u201d contenuti richiesti e \u2013 trattandosi appunto di un Masterplan (Piano Maestro) \u2013 oltre al confine del terreno FFS era indicata anche un\u2019area di interesse circostante (qualsiasi nuovo edificio ha un impatto che va oltre il limite della propria parcella, come \u00e8 evidente). Peccato che nessuno dei cinque gruppi di \u201cprofessionisti\u201d invitati a lavorare al progetto si sia degnato di considerare quanto sta attorno, n\u00e9 abbia considerato (e rispettato) le propriet\u00e0 all\u2019interno del comparto, in particolare lungo via San Gottardo, via al Prato e via Pantera. Un vero e proprio \u201cmassacro\u201d a danno, ancora una volta, dei piccoli proprietari, il che \u00e8 vergognoso. Ma a voler discolpare i professionisti in questione, bisogna anche riconoscere che la debolezza di un progetto \u00e8 spesso dovuta a delle premesse sbagliate\u2026<\/p>\n<p>Un progetto e rispettivamente un piano catastale sono da leggere come un romanzo o un atto giuridico: ogni riga, come ogni parola, ha un significato. \nIl termine \u201cperiferia cancerogena\u201d \u00e8 usato per descrivere quel proliferare disordinato di costruzioni e recinti e strade e posteggi che invade tutto, prati, campi, pascoli (ricordiamo che il bosco \u00e8 protetto dalla Legge Federale Urgente del 4 ottobre 1991) ed intacca anche i nuclei di villaggi, borghi, citt\u00e0, sviluppandosi come un cancro.<\/p>\n<p>A Bellinzona, attualmente, abbiamo due tipi di periferia cancerogena. La prima \u00e8 quella composta da casette, villine, villette e villotte dentro giardini delimitati da una miriade di recinti diversi uno dall\u2019altro. La seconda \u00e8 quella composta da palazzine (che hanno sostituito la maggior parte delle casette e villotte) delimitate da strisce di 4-5 metri di larghezza con erba, cespugli e piantine, con la stessa tipologia di recinti.<\/p>\n<p>Grazie al \u201cNuovo Quartiere Officine\u201d, a Bellinzona avremo una nuova tipologia di \u201cperiferia cancerogena\u201d, di tipo metropolitano, senza recinti tra i \u201cmoderni\u201d palazzoni ma con erba, tanti cespugli e alberi tra un posteggio sotterraneo e l\u2019altro. Senza dimenticare l\u2019erba sui tetti e forse anche la verdura sulle facciate, di quel genere che va tanto di moda in Cina grazie al Boeri di Milano.<br>\nBenvenuti nella Bellinzona del futuro.<\/p>\n<p>Renato Magginetti<\/p>\n<h3><a name=\"carne-vale-carne\"><\/a><b>Carne vale carne<\/b> (x \u2026.)<\/h3>\n<p>A Bellinzona ci sono due cose che funzionano: il mercato del sabato e il Carnevale (prima del Covid). Tutte le altre attivit\u00e0, culturali, ludiche, popolari, sono subordinate al rispetto dei 60 decibel perch\u00e9 agli abitanti del centro d\u00e0 fastidio il rumore (gi\u00e0 non ci sono pi\u00f9 bambini e ragazzi che schiamazzano nelle strade e nelle piazze).<br>\nImmaginatevi i \u201cfighetti felici\u201d in mostra nel progetto del Nuovo Quartiere Officine che ha vinto il relativo Masterplan e nel video pubblicitario prodotto dalla \u201ccitt\u00e0\u201d.<br>\nGuardate bene l\u2019immagine dell\u2019interno della \u201cCattedrale\u201d! Sotto la bandiera di Bellinzona e la pubblicit\u00e0 della mostra di Leonardo Da Vinci, in bella vista si legge \u201cCity Brain\u201d. Imparate l\u2019inglese! Significa che <i>\u201cutilizzando dati completi in tempo reale sulla citt\u00e0, si ottimizzano in modo olistico le risorse pubbliche urbane correggendo istantaneamente i difetti nelle operazioni urbane. Ci\u00f2 porta a numerose scoperte nei modelli di governo urbano, nei modelli di servizio e nello sviluppo industriale\u201d.<\/i><br>\nT\u2019\u00e9 capii! E perch\u00e9 il grande spazio della \u201cCattedrale\u201d \u00e8 riempito con elementi di arredo urbano, fioriere con selezioni di graminacee, di arbusti da fiore, di piante perenni e alberi?<br>\nDi sicuro c\u2019\u00e8 che i futuri, sofisticati inquilini degli appartamenti di lusso, di propriet\u00e0 delle FFS-Immobilien, non gradirebbero essere disturbati dal rumore confuso di voci concitate di giovani che giocano nei sottostanti prati secchi e tantomeno dal frastuono di eventuali concerti nella \u201cCattedrale\u201d.<br>\nEcco perch\u00e9 considero assurdo costruire palazzoni residenziali di alto livello (standing) in quel immaginato Nuovo Quartiere che, invece, deve restare riservato a NUOVO LAVORO: industria leggera, artigianato, start up, studi vari e di ricerca e di formazione (anche per migranti). Io ci metto anche l\u2019industria del turismo: la scuola alberghiera, un albergo (in relazione con le torri dei Castelli) e naturalmente ristoranti, bar, osterie e discoteche e locali per ascoltare buona musica.<br>\nSono queste le attivit\u00e0 che fanno di un luogo una citt\u00e0 e non un dormitorio.<br>\nPolo scientifico, parco tecnologico, parco dell&#8217;innovazione, incubatore, \u201ccluster\u201d?<br>\nDi solito s&#8217;intende un&#8217;area che raggruppa le sedi di diverse aziende di alta tecnologia e informatica ed alcuni dipartimenti universitari. Svolgono il ruolo di aggregatori di imprese innovative che puntano a sviluppare la crescita economica del territorio favorendo il dialogo tra aziende, universit\u00e0 e centri di ricerca. Importante \u00e8 mettere a disposizione spazi caratterizzati da infrastrutture contemporanee e di grande flessibilit\u00e0 (uffici, laboratori, locali di produzione; spazio coworking; startup incubator; sale eventi e sale riunioni). Spazi piccoli e grandi aperti a qualsiasi tipo di lavoro; non \u00e8 importante che l\u2018attivit\u00e0 o l\u2019azienda duri 6 mesi, 5 anni o pi\u00f9; importante che ci sia una variet\u00e0, una mescolanza di mestieri; importante \u00e8 ritrovarsi, anche casualmente, nei \u201ccorridoi\u201d, in caffetteria, alla mensa o al ristorante (anche in discoteca) e scambiarsi le esperienze, veicolare le idee, perch\u00e9 le professioni sono sempre pi\u00f9 connesse.<br>\nE\u2019 bene che queste attivit\u00e0 si trovino in posizione strategica, vicino ai nodi di trasporto pubblico (la stazione ferroviaria) e al centro cittadino. L\u2019intero terreno del comparto delle Officine \u00e8 il luogo ideale, tra Zurigo e Milano. I nostri politici la smettano di riempirsi la bocca con parole roboanti (creativit\u00e0, innovazione, eccellenza), siano concreti; che si facciano illuminare. (d\u2019immenso)<\/p>\n<p>Renato Magginetti<\/p>\n<h3><a name=\"nuova-bellinzona\"><\/a><b>La Nuova Bellinzona<\/b> (per LaRegione)<\/h3>\n<p>E\u2019 l\u2019aggregazione di 13 Comuni nata dal basso: tre Sindaci e alcuni Municipali.<br>\nLa considerano impropriamente citt\u00e0 convinti che sia il numero di abitanti a renderla tale.<br>\nNo! E\u2019 un\u2019accozzaglia di villaggi e borghi dentro una grande periferia che definisco cancerogena perch\u00e9 si sviluppa come un cancro, che fagocita tutto.<br>\nUna piccola parte di Bellinzona avrebbe il potenziale per diventare citt\u00e0, Giubiasco ha la potenzialit\u00e0 per diventare un borgo forte, gli altri \u201cquartieri\u201d (tra questi Daro, Artore, Ravecchia, Pedevilla, Le Semine, Carasso) dovrebbero valorizzare le loro peculiarit\u00e0 attorno ai propri nuclei, sull\u2019esempio di Monte Carasso.<br>\nSi dovrebbe eliminare (contenere) la periferia che ha costi, economici e sociali, insostenibili.<br>\nIl Comune ha promosso un Masterplan per la \u201cLa Nuova Bellinzona\u201d e uno, separatamente, per il Nuovo Quartiere Officine FFS. Un assurdo.<br>\nGli autori delle tre proposte Masterplan Bellinzona non sembrano saper leggere il territorio, rispettivamente un piano di catasto, ma neanche l\u2019evoluzione storica, per capire cosa \u00e8 arrivato prima e cosa dopo e perch\u00e9.<br>\nSoffermiamoci sul \u201cquartiere\u201d di Bellinzona. Dominato dai tre castelli, \u00e8 caratterizzato dal centro medievale, tra la collina e la rocca, e da interventi 800eschi: la stazione ferroviaria con il suo viale, i quartieri di San Giovanni e di via V. Vela, i viali G. Motta, Henri Guisan, Portone, Murata e S. Franscini.<br>\nCon l\u2019arrivo della ferrovia, 1870, i Bellinzonesi avevano scoperto la modernit\u00e0 e si sono messi all\u2019opera per trasformare il vecchio borgo, in una moderna cittadina; purtroppo tutto si \u00e8 arenato con lo scoppio della prima guerra mondiale.<br>\nCi sono anche interventi architettonici-urbanistici del moderno, molto importanti: lo stabile amministrativo cantonale a lato del palazzo delle Orsoline, il quartiere Stalingrado, la cooperativa Moderna, l\u2019aggiunta alla Scuola Nord, l\u2019ex ginnasio, l\u2019ex Nuova Caserma, il Bagno Pubblico, il Centro Tennis, la piscina coperta e lo stadio del ghiaccio, la Nuova Banca Stato, i palazzi dell\u2019arch. Bianconi in via Vallone, l\u2019ex Centro Swisscom. Anche lo Stadio Comunale \u00e8 in posizione strategica.<br>\nA Bellinzona, di fatto, c\u2019\u00e8 un grande Parco Centrale, attrezzato con importanti edifici e impianti pubblici, che si affaccia sulla golena del fiume Ticino, attorno al quale si deve sviluppare la Citt\u00e0: quartieri densi, con edifici contigui e corti e cortili; tra il viale S. Franscini e il Dragonato, a ovest, e tra il viale G. Motta e via Varrone e via Vallone, a est.<br>\nSono terreni strategici che appartengono a tanti piccoli e medi proprietari fondiari e immobiliari che da generazioni pagano le imposte in questo Comune.<br>\nPer permettere di trasformare l\u2019attuale squallida periferia in quartieri cittadini, questi terreni andrebbero liberati da normative obsolete, assurde, presuntamente divine, (distanze da confini ed edifici, in funzione delle altezze e delle lunghezze delle facciate, ecc.) che non hanno mai avuto alcun rapporto con modelli architettonici-urbanistici. Anche gli indici di sfruttamento andrebbero adeguati.<br>\nIl comparto delle Officine FFS, invece, dovrebbe diventare un quartiere cittadino dedicato unicamente al lavoro: industria leggera, artigianato, start up, studi vari e di ricerca e di formazione; io ci metterei anche l\u2019industria del turismo (la scuola alberghiera, un albergo e naturalmente ristoranti, bar, osterie e discoteche e locali per ascoltare buona musica).<br>\nA Bellinzona abbiamo bisogno di aree in posizione strategica da dedicare al lavoro!<\/p>\n<p>Renato Magginetti<\/p>\n<h3><a name=\"nuovo-quartiere-officine\"><\/a><b>\u201cNuovo Quartiere Officine\u201d<\/b> (x CdT)<\/h3>\n<p>Masterplan, parola inglese che riempie bene la bocca, che ognuno interpreta a modo suo senza sapere; andrebbe tradotta con \u201cPiano Maestro\u201d, un piano che detta le regole.<br>\nA Bellinzona ci sono esempi:<br>\n&#8211; <b>Il quartiere medievale aveva<\/b>, ha, regole chiare. Tra la collina e la rocca e dentro la murata si costruiva, fuori no. La murata ha tre porte, di conseguenza le vie Codeborgo, Camminata e Teatro che formano una Y e, sull\u2019intersezione, la Piazza Nosetto con il Palazzo del Municipio. Le case, contigue, si affacciano sulla strada, dietro c\u2019erano cortili, frutteti, orti e strutture per animali; che, nel tempo, sono stati sostituiti da nuove costruzioni; un lento e ricco processo di densificazione.<br>\nLe vie Codeborgo e Camminata corrono nord-sud, cos\u00ec gli edifici si affacciano a est e ad ovest per evitare il sole del mezzogiorno e il vento da nord. La via Teatro corre da est a ovest ma la rocca protegge le case dal vento. La densit\u00e0 del nucleo, in funzione dell\u2019uso parsimonioso, permette di risolvere il freddo d\u2019inverno e il caldo d\u2019estate.<br>\n&#8211; Anche <b>il Quartiere San Giovanni<\/b> aveva regole chiare: quattro isolati sulla croce formata da via Visconti e via Alberto di Sacco; a ovest il parco che si affaccia sul viale Henry Guisan, caratterizzato dalla villa Beatrice. Gli isolati erano divisi in 6 parcelle che prevedevano edifici contigui sul limite della propriet\u00e0 e corti interne. Doveva nascere un quartiere cittadino, con artigiani, negozi, osterie al piano terra. Purtroppo i \u201cborghesi\u201d di allora, in quei recinti, hanno voluto villette e villotte autoreferenziali.<br>\n&#8211; Anche <b>il viale Stazione<\/b>, che ha perforato il nucleo medievale per inserirsi magnificamente su Piazza Collegiata, ha regole chiare.<br>\n<b>Alle Officine FFS<\/b>?<br>\nIntanto un politico competente, Consigliere di Stato o Municipale, avrebbe capito che un terreno industriale come quello, regalato alle FFS, oggi vale al massimo 500.- Fr\/mq.<br>\nAvrebbe capito che alle FFS le Officine non servono pi\u00f9, le locomotive le prendono in leasing o a noleggio; per cui sarebbe stato semplice:<br>\nil Cantone e la citt\u00e0 comperano il sedime, mq 120&#8217;000 per Fr. 500.- sono sessanta milioni. Siano generosi; glie ne diano il doppio (centoventi). Le FFS non sono d\u2019accordo? Si tengano il terreno; che per\u00f2 resta zona industriale (valore 500.- Fr\/mq).<br>\nA Bellinzona abbiamo bisogno di aree in posizione strategica da dedicare al lavoro!<br>\nDov\u2019\u00e8 la creativit\u00e0, l\u2019innovazione, l\u2019eccellenza dei nostri economisti?<br>\nLa citt\u00e0 deve svilupparsi attorno al grande Parco Centrale che lega il Centro medievale al fiume Ticino. Un Parco attrezzato con importanti edifici e impianti pubblici di grande qualit\u00e0 architettonica e urbanistica: lo Stadio Comunale, l\u2019ex-ginnasio, l\u2019ex Nuova Caserma, il bagno Pubblico con la passerella che s\u2019innesta sulla via V. Vela e si collega alla Piazza del Sole, il Centro Tennis, la Piscina coperta, lo Stadio del ghiaccio, l\u2019Archivio e Bibblioteca Cantonale, il \u201cCentro sistemi informativi\u201d, il Centro Giovent\u00f9 e Sport.<br>\nSi devono trasformare in quartieri cittadini i terreni tra il viale S. Franscini e il Dragonato, a sud, e tra il Viale G. Motta e via Varrone, dove c\u2019\u00e8 la chiesa del Sacro Cuore, e via Vallone dove i palazzi dell\u2019arch. Bianconi definiscono la citt\u00e0 verso nord. Sono terreni strategici che andrebbero liberati da normative obsolete, assurde, presuntamente divine, che non hanno mai avuto alcun rapporto con modelli architettonici-urbanistici. Anche gli indici di sfruttamento andrebbero adeguati.<br>\nNon dobbiamo massacrare ulteriormente i tanti piccoli e medi proprietari immobiliari che da generazioni pagano le imposte in questo Comune.<\/p>\n<p>ReMa<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecologia, risorse, energia, territorio (x ForumAlternativo, quaderno 31) L\u2019ecologia (analisi scientifica delle interazioni tra gli organismi e il loro ambiente) m\u2019interessa soprattutto nel rapporto tra noi, uomini e donne, ed il nostro ambiente, che abbiamo abbastanza compromesso. Dobbiamo riflettere sull\u2019uso parsimonioso di risorse, energie e territorio \u2013 e per risorse ed energie si intendono anche &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.bellinzonamasterplan.ch\/index.php\/articoli\/\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;articoli&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-218","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.bellinzonamasterplan.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/218","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.bellinzonamasterplan.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.bellinzonamasterplan.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bellinzonamasterplan.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.bellinzonamasterplan.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=218"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/www.bellinzonamasterplan.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/218\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1157,"href":"https:\/\/www.bellinzonamasterplan.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/218\/revisions\/1157"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.bellinzonamasterplan.ch\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=218"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}